Recensioni

 

Silenzio-Cavasì

-Nel suo “Silenzio, Cavasi” Mabe (Marina Bertagnin) foggia con la sapienza delle mani un’opera che rinserra ancestrali abilità e un’arte proiettata nel futuro.

Una donna e le sue mani. Binomio comprovato e creativo che rimanda alla vita primitiva, quando il femminile cominciò a esercitare la delicatezza e la forza delle dita nell’accudire il bambino, nel rassettare la grotta, la capanna, la palafitta, nell’impastare il misero cibo che la natura poteva offrire. La donna artista sa maggiormente operare nella creazione di una forma.

Lo dimostra anche Mabe. Ma questo suo “Cavasi” racconta molto di più. Nella grande stele rivestita in graniglia di terracotta si confrontano due cavalli, la vitalità contro l’inerzia, l’energia conto l’impotenza, la solarità contro il mistero notturno. Sembra che l’artista diventi anche auriga (anima razionale) del carro guidato dai due cavalli in cui Platone simboleggia l’anima irascibile e l’anima concupiscibile.

Uno sguardo al passato, ma uno all’avvenire.
Mabe riesce a coniugare la parte figurativa ben definita con l’elemento sintetico e astratto della stele. L’abbinamento sortisce un effetto di perennità, di eterna saldatura fra materia e spirito. Un messaggio dell’arte sull’ inesauribile creatività dell’essere umano: il suono dell’espressività maturato nel silenzio.

Vera Meneguzzo


“CAMMINO”

-Marina Bertagnin, in arte MaBe, è nata dove tutt’oggi vive e lavora con il marito nella cittadina veronese di San Bonifacio nel suo studio “Artes Particolari”. Crea sculture in bronzo, creta, gesso, ceramica, gesso- alabastro, mogano e pietra. Da qualche anno impiega per le sue nuove sculture il marmo-resina. E di recente si è messa alla prova con il mondo del prezioso, creando una linea di gioielli-scultura.

Devo dire che sono un poco imbarazzato a prendere la parola per parlare del significato del silenzio, anche se si tratta di una condizione legata ad una opera d’arte. La prima cosa che mi viene in mente è quella di starmene zitto, zitto, e riflettere in silenzio sul significato di questo termine.

Parlare del significato del silenzio in questo contesto, siamo alla fiera del lusso, dove il lusso che appare come primo attore, devo dire che il vero protagonista del lusso è il *silenzio*, silenzio che si esalta nell’opera di MaBe*. “Ogni opera”* dice *MaBe “ è mezzo espressivo di un messaggio, fatto di gesti e di sguardi… puro”.*

Che non è cosa da poco.

Ma poiché la richiesta mi è pervenuta da un’artista, da una amica che stimo, cercherò di dare voce a delle riflessioni sul significato del silenzio e sulla simbologia del piede, perché queste sono le suggestioni che emergono da due opere di MaBe; una scultura*: “Il silenzio a piedi nudi”* e un gioiello-scultura titolato*: “Cammino”.*

Pensando ai piedi nudi, a diretto contatto con la terra rilevandone così gli umori e le sensazioni più arcaiche del nostro essere, mi sentirei di attribuire al piede la capacità di attivare un sesto senso, il silenzio, che va a completare i primi cinque fondamentali: vista, udito, odorato, gusto e tatto.

Questa sensazione va percepita come un contatto con la terra capace di collegare l’alto con il basso, ovvero il terreno con lo spirito. Condizione che può realizzarsi soltanto dopo esserci liberati delle caotiche situazioni del quotidiano e scoperto la quiete, la tranquillità, l’assenza di rumori, il silenzio, appunto.

Direi osservando le opere di MaBe che la prima sensazione che si avverte è quella di un volo della mente dove il silenzio è il liquido amniotico che avvolge il mistero della creazione.

Mi dice MaBe*: “per magnificare il silenzio, ho ascoltato dentro me stessa la ragioni che spingono, forse noi tutti, a cercarlo, a desiderarlo.*

*Uno ascolto che è diventato esercizio, arte, privilegio. Una dimensione nella quale si prova ristoro, nella civiltà del rumore e dell’aggressione acustica l’uomo trova se stesso e volendo anche uno stile di vita”.*

Quanto è vero! Quanto è vero!

Quanto volte abbiamo sognato di essere a piedi nudi su di una spiaggia in riva al mare lontano dalla caotica confusione del quotidiano, per stare in silenzio e contemplare lo spettacolo della natura e ritrovare noi stessi.

Restare in silenzio per ascoltare la voce del mare i sussurri del vento che muovono le foglie di un parco avvolto dal verde con i piedi nudi a contatto con la terra per recuperare la consapevolezza di essere noi stessi un prodotto di quella stessa natura. Condizione alla quale soltanto attraverso il silenzio possiamo accedere.

*E come dice John Lane è importate dare spazio alla creatività.*

Lo spirito del silenzio è lo spazio immateriale che si apre nelle vite umane, lontano dal frastuono dei rumori e del pensare ossessivo.

Offre rifugio e tranquillità riportandoci a contatto con il nostro essere più profondo e si rileva portatore di gioia e di ispirazione per le arti e per la vita.

E questi concetti che richiamano l’antica saggezza di un tempo li ritroviamo nell’opera di MaBe: i Piedi modellati, la scultura diventano la strumento di luce interiore che agisce attraverso il silenzio.

E *MaBe* a questo punto si fa seria, riflessiva, e mi parla, intrigandomi non poco, del silenzio, come un tempo astratto. Per non stravolgere i sui concetti mi piace riportare il suo pensiero: *“Nasce da qui il desiderio, l’intuizione di renderlo concreto, di voler proporre “mezzi preziosi” per coglierlo e apprezzarlo attraverso l’arte del “dono”.*

*L’arte non fine se stessa, come indicò Giovani Paolo II, che eleva lo spirito (motivo, sottolinea MaBe, per cui amo profondamente il mio lavoro), legato quindi ai significati che invitano a condividere un pensiero, un valore.*

*Vi è, infatti per opera d’arte, la possibilità di attuare un dialogo diverso, forse migliore, come mezzo per comunicare in silenzio, per trasmettere un qualsiasi sentimento per riuscire a spiegare emozioni altrimenti imperscrutabili, con sguardi, atteggiamenti, gesti, espressioni, colore e forma.*

*Nell’arte, il silenzio afferma il supremo valore della bellezza l’essenza del messaggio.”*

Sono convinto che l’opera scultorea di *MaBe: “silenzio a piedi nudi”*, è nata nella magia di quel tempio naturale, ovvero il Parco Giardino Siguartà che si annida su di una collinetta morenica che unisce Valeggio al Minico, fiume ricco di leggende e di ninfe fatate. Una passeggiate nel giardino incantato tra rose e bossi fino a scoprire la “pietra della giovinezza”, adagiata come una gemma nel magico laghetto, tanto cara al Conte Sicurtà, che seppe creare il prodigio di tramutare la millenaria pietraia morenica, facendo scaturire l’acqua come moderno Mosè, in un’oasi verde simile al Paradiso terrestre.

Il cammino silenzioso di *MaBe*, attraverso la vegetazione rigogliosa del Parco, è stato il preludio alla rivelazione. Il silenzio a piedi nudi è stata la chiave per aprire un passaggio che le ha consentito di liberare il suo spirito dalla confusione dei gesti e delle passioni, ponendo il suo essere nella condizione di intuire la forza del silenzio prima della cerimonia della creazione. E le creazioni hanno preso forma e significato. Annullato il corpo rimangono i piedi. Una serie di undici opere dominate dalla simbologia umorale del colore e dei metalli tesi ad indicare per ogni opera un diverso percorso. Si può pensare solo per esempio al Sole e alla Luna (due temi cari a MaBe): se rivestiti di foglia d’oro lasciamo intuire le tracce che conducono fino alla “Porta del Sole”, ovvero come recita una credenza orientale,percettibili tracce dorate che si dissolvono alle soglie del cosmo indicando la via alla divinità;

Se rivestiti d’argento le loro tracce possono far pensare alla simbologia alchemica della Luna, oppure al divenire e all’influsso delle sue fasi sugli avvenimenti terrestri; e ancora alla sua natura femminile e ad altre mille implicazioni vuoi simboliche letterarie.

Vorrei ricordare come fin dai tempi più remoti le impronte lasciate dai piedi erano prese in grande considerazione. Si pensava che l’importata del piede sulla nuda terra trasmettesse le influenze della persona che cammina.

Io credo invece che le impronte dei “piedi” realizzate da MaBe sono tracce destinate a lasciare il segno nella nostra mente.

Ma cosa ha pensato la nostra artista quando ha realizzato l’opera “*Silenzio a piedi nudi”*?

“*La mia opera*” dice MaBe “*si propone di coglierne la vibrazione, un piacere da assaporare in totale silenzio un desiderio, una ricerca mentale di potersi permettere quei brevi istanti nel lusso di oziare ascoltando brividi infantili o sensuali sensazioni.*

*Valorizzare quel magnifico piedistallo che ci è stato donato. Un piedistallo capace di permettere la perfetta immobilità, o al contrario le più stupefacenti evoluzioni.*

*L’ opera, realizzata in marmo e resina, sul calco dei miei esili piedi, si offre intrigante attraverso vari colori, alle molteplici letture, personalità e gusti soggettivi, su bianche impronte come vassoio. Si trovano agli antipodi della testa, “lontani” dalla mente eppure così indispensabili e quando il nostro passo è incerto, trovino in te la sicurezza della vita”.*

Per concludere dirò alcune parole sul gioiello che *MaBe* ha titolato “*CAMMINO”.*

Professionalmente commentare un gioiello mi rende particolarmente felice. Mi sento come a casa mia. Ritrovo una materia che mi ha impegnato per anni, nella gioia e nel dolore, come si dice. Spesso vissuto come sfida, dove si vince o si perde, il più delle volte come un motivo di soddisfazione, ma soprattutto mi ha donato la libertà intellettuale, aprendomi le porte della ricerca e della fantasia. Una passione che oggi condivido con gioia presentando anche l’opera preziosa di MaBe, ma anche ricca di significati.

E sono convinto che la passione per la ricerca e la fantasia siano state le linee guida che hanno alimentato in MaBe la passione per le sue “sculture-gioiello” create ad arte ed ispirate all’essenza e all’estetica di ogni scultura. Oggi possiamo ammirare un originalissimo esemplare dal titolo “Cammino”, e non poteva essere altrimenti, perché come appena detto questo gioiello si accompagna e si lega concettualmente alla tematica della scultura “*Silenzio a piedi nudi”.*

Queste opere non sono fine a se stesse, così come le altre di questo nuovo percorso di MaBe iniziato nel 2004 attraverso una ricerca artistica di splendide sculture basata sull’esperienza del Silenzio.

Sono opere che ci indicano un cammino spirituale che ci avvicina al sacro per ritrovare noi stessi, per parafrasare un delicato pensiero di don Primo Mazzolari, specchiandoci nelle acque tranquille del Silenzio. Il silenzio, dicono le regole monastiche, è una grande cerimonia. Dio giunge nell’anima che fa regnare il silenzio dentro di sé, ma rende muto chi si perde in chiacchiere.

Maestro Orafo Alberto Zucchetta
Vicenza- Fiera del Lusso 8.3.2008